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Spazi Aerei: ATZ

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Si sente spesso parlare di ATZ, CTR, CTA.
Cosa significano realmente queste sigle? E, sopratutto, come vanno ad incidere sui nostri voli?
Nei prossimi mesi ci occuperemo di spazi aerei e di come decifrare i suddetti acronimi.


ZONA DI TRAFFICO AEROPORTUALE (ATZ)


L’ATZ, acronimo di “Aereodrome Traffic Zone“, è uno spazio aereo istituito attorno ad un aereoporto, creato con lo scopo di proteggere il traffico aereo.
Le dimensioni di questi spazi “immaginari” possono variare ma, di solito, hanno una forma cilindrica con un raggio di circa 5 NM (9 Km) e un estensione verticale di 2000 piedi (600 m).

Un ATZ può essere Controllata, se rientra all’interno di una CTR, Non Controllata, se posta al di fuori di una CTR, o a Regolamentazione Speciale, se posta fuori da una zona controllata ma comunque gestita da una Torre di Controllo.

L’obbiettivo di una Torre è, tra le altre cose, quello di prevenire le collisioni tra aeromobili e ,molto spesso, il controllo di quest’ultimi e dei veicoli operanti nell’aera aeroportuale avviene utilizzando frequenze dedicate (Ground Control).


VOLARE IN UN ATZ


Per capire se si può volare o meno si deve prima capire come verificare se si è all’interno di una ATZ.
Esistono molte applicazioni che ci forniscono queste e altre informazioni ma fidarsi e bene e non fidarsi è meglio.
L’unico modo certo per capire se ci si trova in un ATZ è verificarlo tramite le cartine dell’ENAV.
(Bisogna iscriversi al portale e poi andare su Servizi Online-ENR-ENR 6).
Le zone di traffico aeroportuale sono segnalate con un cerchio di colore marrone (nella foto abbiamo usato un riquadro rosso per facilitare l’individuazione).

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Per scoprire invece se possiamo volare con il nostro Drone dobbiamo fare riferimento al regolamento ENAC.
Fermo restando quanto descritto dai primi due articoli della Sezione V ( contatto visivo diretto, 150 metri di altezza e 500 di distanza massimi (salvo concessioni da parte di ENAC) e operare in modo sicuro) quello che ci interessa si trova negli articoli 4, 5 e 6.

“…Le operazioni dei SAPR non possono essere condotte:
a) all’interno dell’ATZ di un aeroporto e nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo ed atterraggio oppure ad una distanza inferiore a 5 km dall’aeroporto (ARP o coordinate geografiche pubblicate), laddove non sia istituita una ATZ a protezione del traffico di aeroporto…”

“..Le operazioni dei SAPR all’interno dei CTR sono consentite esclusivamente ai sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg, fino ad un’altezza massima di 70 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 200 m. Nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 m AGL…”

“…Nel caso sia necessario condurre operazioni in condizioni che non possano soddisfare i criteri di cui ai precedenti commi 4a), 4b) e 5, le operazioni sono condotte, secondo le procedure pubblicate dall’ENAC. Nel caso sia necessario operare negli spazi aerei di cui al precedente comma 4c), le operazioni sono soggette a specifica autorizzazione, secondo le procedure pubblicate dall’ENAC..”

Appare evidente che, se in linea generale, le operazioni in ATZ non si possano svolgere in realtà si possano effettuare.
Occorre però una specifica autorizzazione da parte di ENAC e un piano di volo che tenga conto di rischi e procedure di sicurezza molto rigide.


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