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Farm Studio Factory

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FARM STUDIO FACTORY

SOUND & VISION


Ciao Matteo e benvenuto sul blog di InfoDrones.it.
Ci siamo conosciuti sul gruppo Typhoon H italia perché condividiamo la stessa passione (e lo stesso modello).
Cosa ti sorprende di più vedendo volare un Drone?


Ciao Simone, ammetto di non far parte dei “dronisti” (passami il neologismo) della prima ora.
Vengo dal mondo del filmmaking, mi interessano le immagini, i suoni, il saper raccontare storie ed emozionare chi le guarda.
Mi sono avvicinato al mondo dei droni come naturale estensione espressiva di quello che faccio. Non nascondo che la cosa che più mi affascina di questi meravigliosi mezzi tecnologici è proprio la loro applicazione pratica al mondo del filmmaking.
È come se avessi a disposizione un enorme treppiede, montato su un gigantesco dolly con testa remotata… e quindi non posso che dire wow, quante cose ci posso fare con questa tecnologia? Potenzialmente tantissime, ma cerco sempre di non perdere il fuoco sul fatto che per me è e rimane una telecamera, e come tale serve per raccontare.


Guardando sotto alla scocca ovviamente si rimane sconcertati da quello che c’è dietro, ma come umani siamo abili ad abituarci velocemente alle novità.
Hai mai riflettuto su quanta tecnologia, quante righe di codice e quanti calcoli permettono al tuo smartphone di farti vedere un video su youtube mentre google maps ti indica la strada?
Io ogni tanto ci penso, e tutto sommato ringrazio di essere nato in questa epoca che ci mette a disposizione una tale quantità di mezzi per esprimerci. L’augurio è quello di usarli sempre al meglio!


Hai creato la Farm Studio Factory, un’azienda di video production e comunicazione.
Che tipo di servizi realizzate?


Ho fondato Farm Studio Factory con due soci nel 2009, all’epoca ero molto giovane (lo sono anche adesso ma un pochino meno ) perché avevo solo 27 anni, ma venivo già da parecchi anni di attività a Roma per Sky e altre facility di produzione audiovideo.
Forse siamo stati molto folli da investire in un settore così complesso e in un luogo così inusuale per il tipo di attività, ovvero Città di Castello in alta Umbria, ma devo dire che ci è andata bene.
Forti dei nostri legami con Roma siamo riusciti fin da subito a diventare fornitori Rai sia per servizi che per nostre produzioni, in particolare docu-fiction tecnico scientifiche e storiche, e siamo riusciti a piazzare molti prodotti in prima serata Rai 2 e Rai3.
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Ma il nostro campo non si limita a questo, lavoriamo anche con le aziende. Io in particolare mi sono appassionato allo storytelling, e mi dedico tantissimo a un tipo di narrativa video che ho denominato emotional storytelling.
In questo contesto l’utilizzo del drone è stato assolutamente fondamentale nello sviluppo di un mio linguaggio. È un ponte incredibile per veicolare le emozioni fino allo spettatore.


Gli aeromobili a pilotaggio remoto possono essere utili in un attività come la vostra? Avete intenzione di utilizzarli in futuro?


Si, nella maniera più assoluta.
Come anticipavo nella risposta precedente i droni sono un mezzo espressivo incredibile, sono entrati a far parte del nostro linguaggio ed è diventato impossibile fare la mia professione senza prendere in considerazione anche questo ambito.
Inoltre credo che siamo assolutamente solo agli inizi, in futuro il loro ambito di applicazione nel nostro settore non può che aumentare in maniera esponenziale.
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Pensi che la regolamentazione attualmente in vigore possa essere un ostacolo per chi vuole investire in un settore come quello dei Droni?


Certamente la situazione normativa non aiuta!
La cosa che più spaventa è la confusione con cui il regolatore sta affrontando la complessa partita della regolamentazione. Ogni mese escono nuove direttive, nuove procedure, a volte in contraddizione con quelle precedenti e il tutto con lo spauracchio di questa famosa normativa europea EASA che dal 2018 dovrebbe cambiare nuovamente le regole del gioco.
Non sono assolutamente contrario alle regole, mi rendo perfettamente conto che un velivolo anche di solo due chili può nuocere se ti cade in testa, o può danneggiare una proprietà privata.
Ma quello che sta facendo ENAC ha una forte connotazione proibizionista che non aiuta chi invece potrebbe investire e ad aiutare il settore a diventare anche più sicuro.
Qualche settimana fa ho visto un video dell’ente regolatore australiano e sono rimasto scioccato dalla pragmaticità con quale hanno affrontato la materia, c’è solo da imparare.


Ringraziandoti per la chiaccherata ti chiedo di lasciare i tuoi contatti


Simone non mi rimane che ringraziarti per questa bellissima intervista, e invito tutti i lettori, se hanno voglia, a farsi un giro sul nostro sito www.farmstudiofactory.it per scoprire l’uso che facciamo dei droni nel filmmaking.
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Potete scriverci a: info@farmstudiofactory.it o matteo@farmstudiofactory.it




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