venerdì, 22 settembre 2017

Recensione DJI Mavic Pro


DJI MAVIC PRO
IL FUTURO E’ IN TASCA


(Prima di analizzare il modello è doveroso ringraziare Marco Posern, che ha scritto questo pezzo e si è dimostrato, come sempre, disponibile e professionale)

Se dovessi riassumere tutto in una frase vi direi: “DJI ha fatto davvero un lavoro strepitoso”.
Riuscire infatti ad inserire l’elettronica di un Phantom 4 in un terzo del volume, e farlo mantenendo ed implementando nuove funzioni, è assolutamente fantastico.
“The Future Of Possible” non è solo il motto scelto durante la presentazione del Mavic Pro ma anche una certezza, quando si parla di DJI.


TRASPORTABILITA’ E QUALITA’


Cio’ che colpisce da subito del Mavic Pro sono le sue ridottissime dimensioni, grazie ad un sistema di bracci che si ripiegano su loro stessi e alle eliche che si sovrappongono.
I materiali e la qualità costruttiva lascia trasparire il continuo progresso che DJI aveva dimostrato con l’uscita del Phantom 4; il Mavic, infatti, è solido e compatto.
Lo stesso vale per la radio, ottimi materiali al tatto, ergonomia e bilanciamento perfetti anche quando si pilota, a differenza del radiocomando dei Phantom che, seppur leggero, non mi ha mai particolarmente entusiasmato a livello di confort dei “pollici”.

Recensione DJI Mavic Pro-camera mavic-drone 4k-marco posern-lago garlate-mavic pro dimensioni -hoveting test


SENSORI ANTICOLLISIONE


Il Mavic possiede due sensori anticollisione frontali con visuale a 120 gradi, due telecamere nella parte sottostante e altrettanti sensori anticollisione.
Con i sensori frontali anticollisione attivati, raggiunge una discreta velocità senza mai eccedere in beccheggi eccessivi, e non mi è mai capitato di ritrovarmi le eliche frontali inquadrate nel video.
In sport mode, invece, diventa un vero e proprio racer, raggiungendo quasi 70km/H.

Non reputo pero’ questa funzione idonea ad un drone come il Mavic, dotato di un gimbal a 3 assi leggerissimo, che in modalità Sport non riesce a stare dietro alle brutali accelerazioni e vibrazioni cui è sottoposto, dando inoltre l’idea di strapparsi letteralmente via dal drone!
Secondo me il Mavic va pilotato dolcemente, perche’ solo con la delicatezza nei pollici riesce a dare il massimo nelle riprese video.


STABILITA’ E BATTERIE


Appena alzato in volo il Mavic stupisce per la sua stabilità.
L’hovering, in assenza di vento, supera anche quello del Phantom 4, non esistono praticamente spostamenti, nemmeno millimetrici.
Idem nelle imbardate, dove sembra fissato su un perno.
E’ anche relativamente silenzioso, dote che ho apprezzato molto.

Recensione DJI Mavic Pro-camera mavic-drone 4k-marco posern-lago garlate-prova mavic pro

La durata di volo è eccezionale, la batteria sembra non finire mai.
Mediamente ci faccio comodamente 22-23 minuti di volo e atterro con il 20% residuo, ma sono ai primi cicli di carica e soprattutto le temperature basse non aiutano a guadagnare minuti di autonomia.


COMPARTO VIDEO


Recensione DJI Mavic Pro-camera mavic-drone 4k-marco posern-lago garlate-mavic pro dimensioni -radiocomando-dimensioni piccolo-hovering test-foto mavic pro

Parlando del sensore, esso è lo stesso che monta il Phantom 4. Mi ha soddisfatto molto, soprattutto a livello fotografico.
Gli scatti in DNG sono molto validi e sopratutto nitidi ma c’è un ma…su questo drone la messa a fuoco non è automaticamente impostata sull’infinito, ma spetta a noi dire dove il sensore dovrà mettere a fuoco.
Per molti, leggendo sui vari forum, questa feature sta rappresentando davvero un problema non indifferente.
Io invece mi ci sono trovato bene fin da subito.
In pratica, una volta decollati, facendo un doppio tap sullo schermo in uno dei punti piu’ lontani che non sia l’orizzonte o il cielo, il fuoco si setterà su infinito e da quel momento rimarrà sempre in memoria fino al volo successivo, dove andrà reimpostata.
Quindi è un’operazione che va fatta una volta soltanto…certo che se uno si dimentica…poi sono guai.

Per quanto riguarda i video, ho provato la tanto criticata modalità 1080p a 60 fps ed in effetti presenta una qualità non all’altezza di una camera di questo tipo.
Passando invece ai 1080p a 30fps il video torna ad essere piu’ che buono, raggiungendo vette di eccellenza (considerando sempre che è un drone da 700 grammi) con il 4K, sia a 25 che 30fps (a seconda che userete PAL o NTSC).
Il Mavic ci regala davvero riprese nitide e molto saturate, forse se vogliamo cercare il pelo nell’uovo soffrono (come su tutti i sensori piccoli) di eccessivo “sharpening”…vi consiglio infatti il settaggio CINELIKE con i parametri settati a -1 (la nitidezza anche a -2).
Ho apprezzato la lente meno grandangolare rispetto al Phantom 4, ma qui va a gusti personali.


FUNZIONI AVANZATE


Le due funzionalità che mi hanno colpito di piu’ sono:
-Modalità TRIPOD, con la quale il drone diventa un vero e proprio cavalletto volante, permettendo spostamenti sui 4 assi davvero millimetrici, ideale per passaggi difficili e stretti.
-Modalità PRECISION LANDING, con la quale il nostro MAVIC è in grado, grazie alle telecamere sottostanti, di decollare da un tappetino del mouse e di riatterrare precisamente sullo stesso, con scarti davvero millimetrici. Utile ad esempio se siete su un terreno accidentato e avete trovato l’unico posticino in piano da dove decollare.

Possiede, inoltre, le già conosciute funzioni di ORBIT, FOLLOW ME, ACTIVE TRACKING, e TERRAIN FOLLOW, dove il drone segue autonomamente eventuali dislivelli del terreno, regolando la propria altezza e mantenendola costante dal terreno sottostante.


CONNETTIVITA’ E APP


Lo spazio dove attaccare il telefono/tablet è un po’ piccolo, ci sta al pelo il mio Iphone 6S Plus, quindi direi che il limite, senza un adattatore, è sui 5.5 p.
Comodi i cavetti corti già in dotazione per collegare un device Ios o Android, che evitano quel fastidioso imbroglio che penzola sui vari Phantom 3 e 4!
La radio è inoltre dotata di un suo schermo dedicato dove sono indicati tutti i parametri principali di volo, nonche’ le varie modalità ed i messaggi di errore.
Ottima la funzionalità che permette di usare lo schermo del nostro telefono solo per l’FPV e lo schermo della radio per i dati di volo (davvero immersivo).

Recensione DJI Mavic Pro-camera mavic-drone 4k-marco posern-lago garlate-mavic pro dimensioni -radiocomando-hovering test

L’applicazione consigliata e da me provata per testare il Mavic è la DJI GO 4, che purtroppo, a differenza della DJI GO, ha requisiti hardware piu’ esosi e quindi non è compatibile con molti device che invece supportano la precedente versione.
Certe nuove funzionalità come ad esempio il TRIPOD MODE sono attivabili solo dalla DJI GO 4, limitando quindi l’esperienza generale di volo per chi non vuole o non puo’ installarla.


LIGHTBRIDGE MIGLIORATO


Un altro aspetto entusiasamente del Mavic è il nuovo protocollo di trasmissione / ricezioni video, chiamato OCUSYNC, che supera e migliora il già eccellente LIGHTBRIDGE dei Phantom.
Anche a distanze importanti, ho sempre avuto un segnale video perfetto ma soprattutto fluido senza il minimo lag.

Recensione DJI Mavic Pro-camera mavic-drone 4k-marco posern-lago garlate-prova mavic pro-doppia imu mavic

Riassumendo, in meno di 750 grammi avrete un drone che, oltre a stare in un piccolo borsello insieme al suo radiocomando e ad altre 2 batterie, vi permetterà di divertivi con foto e riprese 4K di elevata qualità, un’autonomia di volo eccellente e tante tante funzionalità e tecnologia.
Dimenticavo di dirvi una cosa importante:il Mavic Pro, come il fratello Phantom 4 e Phantom 4 Pro, è dotato di doppia IMU e doppio compass.
La ridondanza equivale a sicurezza aggiuntiva!


TUTTO PERFETTO..O QUASI


Insomma c’è tanta sostanza in questo Mavic Pro. Ma son tutte rose e fiori?
Purtroppo no, è un prodotto del tutto nuovo e soffre di qualche difettuccio di “gioventu’”.
I sensori frontali anticollisione a volte vanno in tilt quando hanno il sole contro, limitando di molto la velocità del drone, a volte fermandolo proprio (raro)
Si risolve disattivandoli ma credo sia un problema che sarà migliorato dai futuri FW.

Camera: senza filtri (non ho ancora ricevuto i miei TACO MC ND) soffre controsole e con luce laterale un fastidioso “flare”.Problema che ho visto si risolve praticamente del tutto con i nuovi Polar Pro Serie Cinema.

Batteria del radiocomando….non dura molto. 4 massimo 5 voli ma per fortuna la ricarica è abbastanza rapida (circa 1 ora)
Gimbal: visto le sue micro dimensioni, necessita di un pilotaggio morbido. Movimenti bruschi, accelerazioni brutali e stop immediati del drone lo faranno vibrare e scuotere, compromettendo le riprese (che sarebbero comunque rovinate dal vostro stile di pilotaggio in questo caso!)
Qualità mediocre del formato 1080p 60fps.


CONCLUSIONI


Avendo avuto Phantom 2, Phantom 3 Pro, Phantom 4 e Yuneec Typhoon H, se dovessi scegliere a quasi un mese dall’acquisto del mio Mavic Pro quale drone ricomprare…beh sceglierei sempre e comunque il Mavic Pro.
Perche’ è un passo in avanti a livello stilistico, a livello tecnologico e di portabilità e traccia quello che sarà il futuro dei droni commerciali: Leggerezza, compattezza, grandi prestazioni!!!

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Articolo scritto da Marco Posern, Studio Agency

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