venerdì, 22 settembre 2017

Diventare un Pilota di Droni : La Guida


DIVENTARE UN PILOTA DI DRONI: IL PERCORSO È (QUASI) PIÚ IMPORTANTE DEL TRAGUARDO


Il nostro paese è fatto di estremi: da una parte ci sono coloro che vedono i Droni come strumenti estremamente pericolosi mentre dall’altra chi li considera “solo dei giocattoli”.
Nel Marasma generale, le informazioni che ci vengono fornite dai media sono poche (e spesso imprecise) non permettendo ai più di rispondere ad una semplice domanda: Come diventare un Pilota di Droni?





CAPIRE COME UTILIZZARE IL DRONE


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Sembrerà strano ma la maggior parte degli utenti che si avvicinano al mondo degli APR non ha idea di come sfruttare questa tecnologia né se lo può permettere.
Il consiglio che vi diamo è quindi quello di ponderare bene la vostra scelta prima di investire ingenti risorse (perché sarà così) in un mondo non certo semplice.
Regolamenti in continua evoluzione, nuove tecnologie superate in pochi mesi e mode passeggere sono fattori da considerare con molta attenzione.
Non vogliamo fare i conti in tasca a nessuno e neppure cercare di far perdere le speranze a chi crede di aver trovato la gallina dalle uova d’oro, ma non dite che non vi avevamo avvertito.


REQUISITI PSICO-FISICI


visita-medica-come diventare un pilota di droni

Qualcuno storcerà sicuramene il naso ma per pilotare un Drone bisogna superare una visita medica.
Riportiamo di seguito le direttive attualmente in vigore.
Per il conseguimento di un titolo per la condotta di APR il pilota deve essere in possesso di un certificato medico rilasciato da un Esaminatore Aeromedico (AME) secondo i criteri previsti relativi alla licenza di pilota LAPL.
Il possesso di certificazioni mediche di classe I, II o III  è altresì riconosciuto valido ai fini della dimostrazione del possesso dei requisiti psicofisici.
I candidati all’Attestato di Pilota APR che presentano condizioni di diminuzione dell’idoneità medica che possano pregiudicare l’esercizio in sicurezza della condotta di un aeromobile della classe LAPL, potranno conseguire l’Attestato di Pilota APR purché ottengano da un AME un certificato che attesti il soddisfacimento delle condizioni di idoneità psicofisica, con esclusiva limitazione alla condotta di APR in VLOS, quest’ultima da apporre nelle note del certificato medico. L’AME valuterà autonomamente la condizione clinica del candidato, anche nei casi di presenza di handicap motori o di altre condizioni cliniche particolari, sulla base delle migliori pratiche di medicina aeronautica, emettendo il suo giudizio secondo i dettami del Regolamento (UE) n. 1178/2011 e contestualizzando l’applicabilità delle AMC Part-MED (Section 4) alla esclusiva condotta di APR. .


SCEGLIERE UNA SCUOLA DI VOLO AUTORIZZATA ENAC



Chiunque voglia trasformare la propria passione in un lavoro deve studiare ma, sopratutto, deve farlo nel luogo giusto.
Non affidatevi a chi vi propone prezzi irrisori per corsi fini a se stessi ma scegliete scuole affidabili ed oneste.
Per fare ciò dovete necessariamente consultare il sito dell’Enac (Sezione SAPR-Organizzazioni di Addestramento) in modo da verificare che la scuola di volo da voi scelta sia stata autorizzata dall’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile per operare come Organizzazione di Addestramento.

Vi ricordiamo che gli addestramenti effettuati in strutture che non compaiono negli elenchi Enac NON HANNO NESSUNA VALIDITÀ….ATTENZIONE!!!


SUPERARE L’ESAME TEORICO


esame teorico-droni come diventare un pilota di droni

Dopo aver effettuato con esito positivo la Visita Medica, ed avere scelto la vostra Scuola di Volo, vi toccherà studiare.
L’esame Teorico comprenderà lo studio di almeno quattro argomenti: Normativa Aeronautica, Meteorologia, Circolazione Aerea ed Impiego del SAPR.
Sarà consentita la frequenza da parte del pilota ad un corso teorico “distance learning”, solo su piattaforme riconosciute dall’ENAC, e per un numero di ore non superiore al 50% delle ore totali previste per il corso teorico approvato al CA APR.
Al termine della parte teorica il candidato dovrà sostenere un esame, comprendente un test a risposta multipla di almeno 24 domande che coprono in maniera equa tutte le materie del corso teorico.
L’esame teorico si riterrà superato se il candidato risponderà correttamente ad almeno il 75% delle domande.

NB: Sono state introdotte Classi e Categorie di APR tra le quali il candidato pilota potrà essere abilitato (si possono conseguire anche tutte perché non esiste un limite massimo).
Classi: Very Light (VL): Apr con mod da 0,3 a 4 kg, Light (L): Apr con mod da 4 kg a 25 kg, Heavy (H): Apr con mod superiore a 25 kg
Categorie: Ala Fissa (Ap), Elicotteri (Hc), Multicotteri (Mc), Dirigibile (As).

Il futuro pilota dovrà quindi scegliere in quale classe/categoria specializzarsi e questa informazione sarà riportata sul suo attestato (che ora Enac ha regolamentato e diventerà un modello unico per tutte le scuole) attraverso le seguenti sigle: “VUAp”- “VUHc”- “VUMc”- “VUAs”- “UAp”- “UHc”- “L/Mc”- “UAs”.


SUPERARE L’ESAME PRATICO


corso pratico-droni

La Parte Pratica consisterà nell’effettuazione di un minimo di missioni (30) della durata singola di almeno 10 min.
Le manovre di coordinazione del corso pratico saranno stabilite in funzione delle classi di APR.
Al termine della parte pratica il candidato dovrà superare un esame (Skill Test) da effettuarsi con un APR della stessa classe e categoria sul quale si è svolto il corso pratico con un Esaminatore APR, consistente in una missione di almeno minimo 10 minuti (le manovre di volo dovranno essere svolte senza l’ausilio del GPS).


REGISTRARE IL DRONE E ASSICURARLO


autorizzazione per operazioni non critiche enac come diventare un pilota di droni

Dopo aver ottenuto l’attestato di Pilota dovremmo registrare il nostro APR presso Enac e successivamente assicurarlo.
Il nostro consiglio e di non badare al risparmio quando sceglierete un assicurazione per il vostro modello.
I Droni non sono dei giocattoli (o almeno non quelli per cui avete fatto il corso) e possono essere molto pericolosi, anche con tutte le dovute precauzioni.
Ogni Operatore e Pilota sarà obbligato a tenere un Log Book dove registrerà (in autocertificazione) i seguenti dati: data, luogo, scopo del volo (istruzionale, allenamento, esame, operazioni specializzate, operazioni specializzate critiche), tempo di volo in minuti, ora inizio missione, ora fine missione (la missione è intesa come il tempo che intercorre tra un decollo ed un atterraggio).
Per ogni registrazione deve essere presente la firma del pilota e, se applicabile, quella dell’Istruttore o dell’Esaminatore, rispettivamente per i voli istruzionali e per gli “skill test” o”proficiency check”.


VALIDITA’ E RINNOVO


Se abbiamo effettuato tutti i passaggi fin ad ora spiegati possiamo definirci dei Piloti, o meglio degli Operatori Riconosciuti per Operazioni Specializzate.
L’Attestato di Pilota APR ha validità 5 anni.
Al termine di questo periodo Il pilota deve recarsi presso un CA APR, frequentare un corso di aggiornamento teorico (refreshment) e sostenere un controllo di competenza (proficiency check) con un Esaminatore APR, su almeno una delle abilitazioni possedute.
Il corso teorico di aggiornamento deve prevedere almeno la materia: “Normativa Aeronautica”.
Il rinnovo quinquennale può essere effettuato non oltre i 12 mesi dalla di scadenza dell’Attestato, trascorso questo periodo il pilota dovrà sottoporsi a quanto previsto dalle procedure per il conseguimento dell’Attestato.





OPERAZIONI CRITICHE E NON CRITICHE


operazioni specializzate con droni

Non siamo entrati nel dettaglio di queste particolari differenze ma è giusto ricordare che per le Operazioni Critiche sarà introdotta una novità: non basterà più compilare e redigere dei documenti che prevedano delle limitazioni e degli strumenti più accurati per garantire la sicurezza (oltre ad installare il famoso terminatore) ma si dovrà effettuare un corso specifico.
Sarà composto da una Parte Teorica, di minimo 12 ore comprendente le materie “Prestazioni di volo e Pianificazione” e “Safety e Gestione del Rischio”, ed una Parte Pratica, di 36 missioni di 10 minuti ciascuna, ed infine sarà eseguito uno Skill Test con un Esaminatore APR.


CONVERSIONE


Le qualificazioni dei piloti già rilasciate mantengono la validità per un periodo definito dalle disposizioni vigenti e possono essere convertite in attestati.
La conversione avviene a seguito di uno “Skill Test” al termine di un percorso di addestramento da tenersi presso un Centro di Addestramento APR in base a quanto studiato in precedenza:
a) per i piloti in possesso di solo attestato di corso teorico APR bisognerà effettuare un corso teorico di aggiornamento e un corso pratico completo
b) per i piloti in possesso di attestato teorico e pratico APR bisognerà effettuare un corso teorico di aggiornamento.
c) per i piloti in possesso di dichiarazione di idoneità al pilotaggio (inclusa l’idoneità alle operazioni critiche) rilasciata dall’operatore o dal costruttore bisognerà effettuare un corso teorico di aggiornamento e almeno 6 missioni di volo (di almeno 10 min ciascuna) presso un Centro di Addestramento APR.

dubbio come diventare un pilota di droni

CONCLUSIONI 


Hai ancora intenzione di diventare un Pilota di Droni? Se la risposta è sì segui la tua passione e non lasciarti condizionare da chi ti dice che è impossibile lavorare con dei giocattoli.



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  • Gentleman.Driver

    Ma non avete scritto una cosa importante: i costi da intraprendere!

    • Simone Tota

      “Il consiglio che vi diamo è quindi quello di ponderare bene la vostra scelta prima di investire ingenti risorse (perché sarà così) in un mondo non certo semplice”….i costi variano da scuola a scuola, dal drone che scegli, dal tipo di lavoro che vuoi fare ecc…troppi fattori per dare una cifra anche solo indicativa…non sono bassi questo è sicuro.

  • RobyMax1

    Ma si riesce ad arrotondare qualcosa con i droni?

    • Simone Tota

      Dipende da quanti lavori riesci a portarti a casa/quanto sei professionale 😉

      • RobyMax1

        Dunque la richiesta c’è, no?

        • Si ma il grande boom sarà tra due anni credo

  • Pingback: Regolamento ENAC - Forum Modellismo.net()

  • Wladimir

    E per chi volesse semplicemente usare un drone a livello amatoriale privato?

    • Ciao Wladimir, per quanto riguardo l’uso del Drone a livello amatoriale e non professionale si deve parlare di aeromodelli.
      In merito a ciò il regolamento Enac cita all’art 1 comma 4:
      “Gli Aeromodelli non sono considerati aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle previsioni del Codice della Navigazione e possono essere utilizzati esclusivamente per impiego ricreazionale e sportivo. Pur tuttavia, il presente Regolamento contiene specifiche disposizioni e limitazioni applicabili all’impiego degli aeromodelli, per l’uso dello spazio aereo e a garanzia della sicurezza di cose e persone al suolo e degli altri mezzi aerei.”

      In sostanza i Droni che vengono utilizzati per scopi ricreativi e sportivi non possono essere definiti dei SAPR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto).
      Quindi non è necessario essere dei Piloti, e seguire tutto l’iter qui descritto, per pilotarli
      .
      Tuttavia Enac ne regolamenta cmq l’utilizzo in quanto all’art 2 comma 1 cita “Il presente Regolamento si applica alle operazioni dei SAPR di competenza ENAC e alle attività degli aeromodelli, che si svolgono all’interno dello spazio aereo italiano” e detta delle specifiche limitazioni.

      Queste limitazioni si trovano all’interno dell’art 35 del regolamento redatto da Enac che qui di seguito ti riporto:

      1)L’aeromodellista ai comandi dell’aeromodello ha la responsabilità di utilizzare il mezzo in modo da non arrecare rischi a persone o beni a terra e ad altri utilizzatori dello spazio aereo, mantenere la separazione da ostacoli, evitare collisioni in volo e dare la precedenza a tutti.
      2. L’aeromodellista è responsabile di ottemperare agli obblighi relativi e a ottenere le eventuali autorizzazioni per l’utilizzo dello spettro elettromagnetico impegnato dal radiocomando.
      3. Non è richiesta riserva di spazio aereo se:
      a) gli aeromodelli hanno le seguenti caratteristiche:
      1) massa operativa al decollo minore di 25 kg;
      2) massima superficie alare di 500 dm
      3) massimo carico alare di 250 g/dm2
      4) massima cilindrata totale dei motori a pistoni di 250 cm3 o massima potenza totale dei motori elettrici 15 kW o massima spinta totale dei motori a turbina di 25 kg (250 N) o massima potenza totale motori turboelica 15 kW;
      5) a volo libero o a volo circolare vincolato;
      6) aerostati ad aria calda con peso totale del contenitore di gas trasportato per i bruciatori non superiore a 5 kg; e
      b) l’attività rispetta i seguenti requisiti:
      1) sia effettuata di giorno e l’aeromodellista mantenga il continuo contatto visivo conl’aeromodello, senza l’ausilio di dispositivi ottici e/o elettronici;
      2) sia effettuata in aree opportunamente selezionate dall’aeromodellista, fino ad
      un’altezza massima di 70 m AGL entro un raggio massimo di 200 m, in zone non
      popolate, sufficientemente lontano da edifici, infrastrutture e installazioni;
      3) al di fuori dell’ATZ di un aeroporto, oppure ad una distanza superiore a 5 Km
      dall’aeroporto (ARP o coordinate geografiche pubblicate), laddove non sia istituita
      una ATZ a protezione del traffico di aeroporto;
      4) al di fuori dei CTR;
      5) al di fuori delle zone regolamentate attive e delle zone proibite.
      4. Nel caso non siano soddisfatti uno o più criteri del precedente comma 3, le attività degli aeromodelli devono svolgersi all’interno delle aree istituite da ENAC per le attività aeromodellistiche oppure, in alternativa, in spazi aerei segregati. Permane l’obbligo
      dell’attestato di aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall’Aero Club d’Italia nei casi di voli ad altezze superiori a 70 m AGL
      .
      Nel caso non siano soddisfatte le limitazioni sul peso e sulla potenza di propulsione di cui al comma 3a), l’operatore deve avere almeno 18 anni e deve essere titolare dell’Attestato di aeromodellista rilasciato dall’Aero Club d’Italia.
      5. In presenza di traffico interferente di altro utilizzatore dello spazio aereo, l’aeromodello non ha diritto di precedenza e deve essere portato ad una altezza di sicurezza tale da non interferire con l’altro aeromobile.
      6. L’aeromodellista deve rispettate le eventuali disposizioni emesse dalle amministrazioni locali competenti.
      7. Su un aeromodello utilizzato in un luogo aperto al pubblico non possono essere installati dispositivi o strumenti che ne configurino l’uso in operazioni specializzate(ENAC ha già comunicato che le telecamere a bordo del drone non costituiscono di per se un dispositivo che li configura come mezzi per svolgere operazioni specializzate ma leggi questo articolo per capire meglio cosa intendo:http://infodrones.it/operatori-riconosciuti-e-prestazioni-titolo-onerose/).
      8. Le manifestazioni aeromodellistiche e l’esercizio degli aeromodelli nel corso delle manifestazioni aeromodellistiche devono essere effettuati in ottemperanza alle disposizioni emesse dall’Aero Club d’Italia.
      9. Non rientrano nelle prescrizioni del presente Regolamento, gli aeromodelli a volo libero classe FAI F1 con massa minore a 1,5 kg, quelli a volo vincolato circolare e quelli utilizzati in luoghi chiusi, “spazio indoor”. (Se voli in zone chiuse non sei sotto il controllo di Enac e quindi non potresti seguire le regole presenti ma occhio comunque perché ci sono altre regole da seguire)

      Spero di non averti annoiato ma darti una risposta esaustiva è l’unico modo per farti capire la complessità del mondo SAPR.
      Un saluto e continua a seguirci!!!